Cifre inimmaginabili vengono spese da alcune aziende per far si che la social star del momento posti un contenuto con uno specifico prodotto. Però se il guadagno delle cosiddette celebrità è così elevato, come spiegheremo sotto, significa che effettivamente utilizzare una personalità molto in vista nel panorama mondiale per farne il proprio testimonial social significa che il ritorno economico per le aziende è notevole.

Non è necessario legarsi con l’influencer in maniera duratura, cioè con sponsorizzazioni annuali, infatti oggi è sufficiente anche un semplicissimo post sulle piattaforme social per far schizzare le vendite. Anziché usare i canali tradizionali le i social network hanno un incisività maggiore e una possibilità di raggiunger il target quasi perfetta, se in più si aggiunge la possibilità di veicolare il messaggio tramite un influencer il successo è assicurato.

Esistono anche agenzie che forniscono supporto e fanno da intermediari tra influencer e azienda e aiutano nella corretta selezione delle personalità più idonea. Una di queste, Captive8 attraverso un articolo uscito sul New York Times, ha rivelato le cifre richieste dalle star e sborsate dalle aziende, per postare un contenuto che contiene uno specifico prodotto. Le somme richieste dipendono dal numero dei followers. Per un profilo che va da 3 a 7 milioni di seguaci  il prezzo è pari a 187.500 $ per un post su YouTube, $ 75.000 per un post su Instagram o Snapchat e $ 30.000 per un post su Twitter. Se invece si hanno da 50.000 a 500.000 seguaci, la media è di $ 2.500 per YouTube, $ 1.000 per Instagram o Snapchat e $ 400 per Twitter.

 

Alcuni esempi:

Tali cifre sono giustificate dal fatto che è difficile distinguere se l’immagine, il video o qualsiasi altro contenuto sia spontaneo oppure frutto di una sponsorizzazione. È infatti difficile capire se dietro a una foto con un paio di scarpe nuove oppure mentre si beve una birra ci sia o meno un lauto compenso. Tuttavia, negli Stati Uniti, conseguentemente ad un provvedimento della Federal Trade Commission, è stato deciso che è obbligatorio specificare attraverso un semplice hashtag ( ad esempio #ad, #sponsored ecc.) che si tratta di un contenuto frutto di sponsorizzazione. Questo potrebbe cambiare il panorama dei social influencers infatti i contenuti specificatamente sponsorizzati hanno sempre una risposta da parte dei seguaci più bassa rispetto a contenuti spontanei.

Da un’altra ricerca condotta da Takumi, un’app che collega aziende e influencer, si è visto che il 38% delle imprese utilizza un social media influencer e il 21% si avvalgono di blogger. Inoltre le star più utilizzate sono:

  • Musicisti
  • Sportivi
  • Esperti del settore
  • Attori
  • Modelle/i
  • Artisti
  • Giornalisti
  • Star del cinema

Le piattaforme più utilizzate sono:

  •   YouTube
  •   Twitter
  •   Facebook
  •   Instagram
  •   Blogs
  •   Snapchat
  •   Pinterest

Emerge però un dato preoccupante: se le aziende sono disposte a spendere cifre da capogiro significa che i risultati economici sono reali. Ciò significa che se una semplice foto postata da una persona nota con un mano una birra ci fa acquistare quel specifica birra, forse allora ci lasciamo influenzare nei nostri acquisti un po’ troppo facilmente, o forse il desiderio di essere la star della musica o dello sport è così grande da non far pesare il prezzo del bene.